Dalla repressione al controllo: così il Belgio vuole ridurre i rischi negli stadi

Legalizzare per ridurre i rischi. È questa la linea scelta dalla Pro League, la massima divisione del calcio belga, che ha annunciato l’avvio di un progetto pilota per consentire l’uso controllato di fuochi d’artificio negli stadi. Un cambio di approccio netto rispetto alla repressione totale, raccontato da La Dernière Heure e sostenuto direttamente dal Ministero dell’Interno.

Il punto di partenza è un dato di fatto: nonostante i controlli e i divieti, l’uso illegale di articoli pirotecnici continua a verificarsi con frequenza sugli spalti, spesso in settori affollati. Una pratica che, stagione dopo stagione, provoca infortuni e situazioni di pericolo per tifosi e addetti alla sicurezza.

“Nonostante gli sforzi dei club, assistiamo ancora a troppi episodi di utilizzo illegale di fuochi d’artificio. In tribune gremite questo rappresenta un rischio reale”, ha spiegato il ministro dell’Interno Bernard Quintin, che ha indicato la riforma della Legge sul Calcio come una priorità del suo mandato. Proprio in questo contesto, ha annunciato un inasprimento delle sanzioni per chi utilizzerà pirotecnica in modo non autorizzato.

Parallelamente, però, il ministro ha aperto a una soluzione alternativa. “L’obiettivo non è trasformare i nostri stadi in monasteri. Il calcio deve restare una festa”, ha chiarito Quintin. Da qui l’idea di un progetto pilota, sviluppato insieme alla Pro League, che preveda l’uso di fuochi d’artificio esclusivamente all’interno di un quadro estremamente rigoroso e sotto la gestione diretta dei servizi di sicurezza.

Il principio è semplice: togliere la pirotecnica dalle mani dei tifosi e affidarla a operatori qualificati, in spazi e momenti controllati. In questo modo, secondo le istituzioni belghe, si potrebbe mantenere un impatto scenografico e festivo riducendo al minimo i rischi.

Nei prossimi mesi alcuni club verranno selezionati per partecipare alla sperimentazione. Ogni test avverrà solo previo accordo con le autorità locali e con i vigili del fuoco, e sarà sottoposto a un monitoraggio costante. “Sulla base delle valutazioni decideremo se l’uso sicuro e controllato di fuochi d’artificio potrà, in futuro, entrare a far parte dell’esperienza negli stadi”, ha spiegato l’amministratore delegato della Pro League, Loryn Parys.

Resta però una linea rossa invalicabile. Il ministro e la Lega hanno ribadito che l’uso di pirotecnica sugli spalti da parte dei tifosi resterà vietato. “Accendere dispositivi pirotecnici in una tribuna piena è pericoloso e non sarà mai consentito”, è la posizione ufficiale. Il progetto pilota non mira a liberalizzare, ma a verificare se esistano alternative legali e sicure in grado di ridurre gli incidenti e migliorare la sicurezza dentro e fuori dagli stadi.

Il Belgio, così, diventa uno dei primi Paesi europei a provare a governare il fenomeno anziché limitarlo alla sola repressione, aprendo un dibattito che potrebbe estendersi ben oltre i suoi confini.