Juve Stabia, Abate predica calma dopo Reggio Emilia

Ignazio Abate, allenatore Juve Stabia, in conferenza stampa

La Juve Stabia torna da Reggio Emilia con un pareggio che lascia sensazioni contrastanti. L’1-1 contro la Reggiana interrompe la striscia di vittorie delle vespe, ma conferma la solidità di un gruppo che continua a muoversi con coerenza lungo il proprio percorso di crescita. Una gara iniziata nel migliore dei modi e poi complicatasi, anche per scelte che fanno parte dell’identità della squadra.

Nel post partita, mister Ignazio Abate ha analizzato con lucidità la prestazione dei suoi, assumendosi responsabilità e ribadendo la linea da seguire: “Dopo una mezz’ora di grande livello, il pareggio nasce da un rischio che fa parte della nostra identità: giocare da dietro. Il portiere non ha colpe, la responsabilità è mia. È una strada che ci dà vantaggi e su cui dobbiamo insistere con serenità”.

Il tecnico ha poi spiegato il calo di intensità visto nella seconda parte della gara, legandolo alle condizioni fisiche e all’emergenza di organico: “Abbiamo ritrovato Gabrielloni dopo mesi e Varnier ha avuto solo due allenamenti: l’intensità nel pressing ne ha risentito, costringendoci ad abbassarci. Nonostante questo, la squadra ha concesso pochissimo, rischiando solo su palla inattiva”.

Lo sguardo di Abate si allarga poi al momento generale della stagione e al lavoro ancora da completare, soprattutto dopo il mercato. “Ora i nuovi innesti vanno amalgamati. Serve pazienza, tenere botta ancora un po’ e poi valutare il percorso. Non siamo ancora pronti per un campionato di vertice, manca uno step, ma il dato positivo è il +13 sui play-out”.

Infine, l’obiettivo dichiarato e la filosofia che dovrà accompagnare la Juve Stabia nelle prossime settimane.

L’obiettivo è chiaro: raggiungere quota 46 punti il prima possibile. Non è il momento di alzare la testa, ma di seminare con grandissima umiltà”.

Parole che fotografano bene lo spirito di una Juve Stabia consapevole dei propri mezzi, ma determinata a crescere senza forzare i tempi. Il punto di Reggio Emilia non cambia la rotta: il percorso continua, passo dopo passo.