Gennaio è stato un mese di fuoco per il Napoli, tra impegni ravvicinati e un’infermeria affollata. A fare il punto della situazione è Rasmus Hojlund, che ai microfoni di DAZN ha analizzato il momento della squadra, proiettandosi verso il big match contro la Juventus e svelando il suo rapporto con Conte e Lukaku.
Tra fatica e voglia di riscatto: testa alla Juve
L’attaccante danese non nasconde la stanchezza fisica e mentale di un mese “incessante”, macchiato dalla delusione per il mancato successo a Copenaghen. Ma ora c’è solo la Juventus:
“È una partita davvero importante. Abbiamo la possibilità di dimostrare ancora una volta che meritiamo la parte alta della classifica. All’andata è stata una bella serata, sarebbe bellissimo ripetersi. La Juve sta facendo bene col nuovo allenatore, ma noi vogliamo dimostrare quanto valiamo”.
La mentalità: “Non ero un talento puro, ho lavorato duro”
Hojlund ha commentato anche la famosa intervista “virale” del compagno McTominay sull’emergenza infortuni, usandola come spunto per raccontare la sua filosofia:
“Scott ha ragione, la situazione non è bella ma noi dobbiamo alzare l’asticella. Potrebbe sorprendere, ma fin da giovane non sono stato il talento più puro. Ho dovuto lavorare più duramente degli altri, ecco perché sono qui oggi. Voglio essere la migliore versione di Rasmus possibile”.
Il fattore Conte e i titoli prima dei gol
Il feeling con Antonio Conte è totale. Il tecnico lo ha definito un potenziale top player e il danese incassa con umiltà: “Non me lo dice spesso in faccia, mi fa piacere sentirlo nelle interviste. Cerco di imparare ogni suo consiglio”. L’obiettivo personale passa in secondo piano rispetto al collettivo: “Se non dovessi più segnare, ma vincessimo un titolo, sarei comunque felice”.
La suggestione tattica: “Io e Lukaku insieme? Sì”
Infine, un’apertura importante dal punto di vista tattico. Hojlund non vede Romelu Lukaku solo come un rivale per la maglia da titolare, ma come un partner ideale:
“Da quando è tornato mi ha aiutato parecchio. Penso che potremmo completarci bene anche in campo. Quando mi chiedono se possiamo giocare insieme, rispondo sempre di sì. Non vedo perché non dovremmo farlo”.
Una chiosa sul soprannome nello spogliatoio? Nessun nomignolo strano: “Ho detto ai compagni di chiamarmi semplicemente ‘Ras’. Mi piace e va benissimo così”.
(Foto: sscnapoli.it)





