Napoli, Manna sotto accusa ma il suo lavoro ha una logica

Giovanni Manna Direttore Sportivo del Napoli

Nel calcio moderno il giudizio è spesso istantaneo, impietoso, raramente paziente. Giovanni Manna, direttore sportivo del Napoli, lo ha imparato sulla propria pelle fin dai primi giorni in azzurro. Le operazioni di mercato estive sono state tante, ma non tutte hanno avuto l’epilogo che ci si aspettava e lo dimostrano le cessioni di Lorenzo Lucca e Noa Lang arrivati di recente. Ma è giusto riconoscere che Manna sta vendendo bene, e soprattutto sta lavorando con una logica chiara.
Chi analizza il suo operato senza pregiudizi non può ignorare che Manna non agisce in solitaria.

Il suo lavoro è strettamente legato alle indicazioni dell’allenatore, Antonio Conte, un tecnico che pretende coerenza, funzionalità e uomini adatti al suo sistema di gioco. In questo senso, il direttore sportivo sta svolgendo esattamente il ruolo che gli compete, ovvero tradurre una visione tecnica in scelte di mercato sostenibili ed efficaci.
Manna sta lavorando per costruire una squadra che abbia senso, che rispecchi l’identità richiesta dall’allenatore e che possa crescere nel tempo. Si può assolutamente affermare che rispetto alle premesse, in molti degli ultimi arrivi hanno deluso, ma oggi, in questo tempo, il club sta cercando di rimettere le cose al proprio posto.

Non è un mercato da copertina, anche perché il Napoli opera in modalità “soft”, ma potrebbe rivelarsi un mercato da fondamenta o da rattoppo nell’immediato. E la storia recente insegna che i successi duraturi nascono quasi sempre da scelte inizialmente impopolari, ed in questa sessione ciò che fa storcere il naso sono gli addii di calciatori arrivati da poco (ma pazienza).
Criticare è facile. Più difficile è valutare un direttore sportivo per la sua capacità di visione, di mediazione e di gestione complessiva.
Nel calcio il campo sarà sempre il giudice supremo. Ma prima di emettere sentenze, forse, bisognerebbe concedere a chi lavora dietro le quinte il diritto del tempo, che nel calcio moderno è sempre più scarno.