Juve Stabia, non è più una sorpresa: identità, solidità e ambizione

Juve Stabia

La Juve Stabia espugna Bari senza fare rumore, ma lasciando un segno profondo: quello delle squadre che sanno come colpire. Al San Nicola decide un rigore, è vero, ma sarebbe riduttivo fermarsi al tabellino. A fare la differenza nel match di sabato è stata la gestione dei momenti e la lucidità nei frangenti in cui la partita chiedeva personalità.

Le Vespe hanno giocato da grande squadra. Hanno accettato il corpo a corpo, assorbito la pressione ambientale e trasformato ogni incertezza del Bari in un’occasione. Non hanno mai perso compattezza, neppure quando nervosismo e cartellini sembravano poter incrinare l’equilibrio. È lì che emerge la mano di Ignazio Abate: una squadra corta, organizzata, feroce nel difendere il vantaggio e lucida nel ripartire.

Il simbolo della serata è Leonardo Candellone, glaciale quando il pallone pesa come un macigno. Ma accanto a lui brilla il volto nuovo di Kevin Zeroli, giocatore fortemente voluto da Abate, che gioca con la sfrontatezza dei giovani e la testa di un veterano. E poi il muro: una difesa che non concede appigli, che respinge tutto e trasmette sicurezza.

E mentre dall’altra parte, il Bari si smarrisce, la Juve Stabia no: cresce, si rafforza, prende consapevolezza e vince. Se questa sono le premesse, il girone di ritorno promette di essere molto più di una semplice salvezza.

(Foto: ssjuvestabia.it)