Dopo lo scivolone di Siracusa, che ha lasciato più di qualche cicatrice nell’ambiente granata, Danilo Iervolino ha deciso di alzare la voce. Non per annunciare ribaltoni, ma per fare l’esatto contrario: blindare l’area tecnica. Il messaggio del patron è arrivato forte e chiaro: Faggiano e Raffaele non si toccano. Una difesa d’ufficio che serve a riportare un briciolo di calma in un momento dove la tensione rischiava di mandare tutto all’aria.
Iervolino ha tirato fuori i numeri, ricordando che la Salernitana è tra le regine della categoria per sforzo economico (circa 138 milioni investiti dal 2021 ad oggi). Ma è proprio qui che nasce il paradosso che fa storcere il naso ai tifosi: se hai il monte ingaggi più alto del girone e ti ritrovi a inseguire Benevento e Catania, c’è qualcosa che non gira nel verso giusto. La potenza di fuoco economica è evidente, ma sul campo i risultati faticano a riflettere certi investimenti.
Intanto il mercato entra nel vivo per cercare di rimediare alle lacune viste in Sicilia. Si parla con insistenza di rinforzi pesanti davanti: i nomi caldi sono quelli di Chiricò e Pettinari, profili esperti che servirebbero come il pane per dare concretezza a un attacco che a volte gira a vuoto. Spunta anche l’idea Saco dal Napoli (via Svizzera) per il centrocampo, mentre la pista che porterebbe a un ritorno di Massimo Coda sembra, per ora, solo una suggestione.
La fiducia di Iervolino è un credito importante, ma non è illimitata. Ora la palla passa a mister Raffaele e alla squadra: tra squalifiche (Golemic e Arena fuori) e influenze stagionali, la trasferta siciliana deve restare solo un brutto ricordo. Il tempo delle parole sta finendo, servono i punti per non veder scappare via chi sta davanti.





