Il Financial Times dà ragione a De Laurentiis: il calcio europeo ‘spaventa’ gli investitori

Aurelio De Laurentiis presidente Napoli

Il dibattito sul futuro del calcio europeo torna d’attualità grazie a uno spunto del Financial Times, che fotografa senza sconti una realtà sempre più evidente: mentre lo sport europeo resta ancorato a un modello affascinante ma instabile, gli investitori globali guardano con crescente interesse agli Stati Uniti.

Non è una questione di passione o tradizione, ma di numeri. Le leghe americane offrono ricavi prevedibili, crescita costante delle valutazioni e un rischio d’impresa drasticamente ridotto. Il sistema delle franchigie, l’assenza di promozioni e retrocessioni, la condivisione dei ricavi e tetti di spesa chiari rendono Nba e Nfl un terreno ideale per fondi e grandi capitali. Non a caso, le squadre Usa valgono oggi multipli dei ricavi impensabili per il calcio europeo.

In questo scenario, Aurelio De Laurentiis appare meno visionario isolato e più realista inascoltato. Da anni sostiene, infatti, che il calcio debba ripensare le proprie regole strutturali, ma viene spesso liquidato come provocatore. Eppure, il Financial Times evidenzia proprio ciò che il presidente del Napoli ripete da tempo: senza controllo dei costi, senza stabilità e senza una governance di lega più forte, il valore del sistema ristagna.

Il calcio europeo continua ad affidarsi all’emotività di promozioni e retrocessioni, difendendo un romanticismo che però allontana i grandi investitori. La bocciatura popolare della Superlega nel 2021 lo dimostra: i tifosi non vogliono leghe chiuse. Ma il prezzo di questa scelta è chiaro. Se nulla cambia, l’America resterà il centro del business sportivo globale, mentre l’Europa rischia di vivere di gloria passata più che di crescita futura.

(Foto: sscnapoli.it)