Khéphrén Thuram sulla Juventus e la lite in campo con Marcus

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Un nome che a Torino pesa come un macigno, ma che Khéphrén Thuram porta con una leggerezza disarmante e una personalità da veterano. Alla sua seconda stagione in bianconero, il centrocampista francese si è ormai preso le chiavi del centrocampo e, in una lunga intervista concessa ai microfoni di DAZN, ha aperto il suo mondo: dal rapporto “esigente” con papà Lilian alla rivalità fraterna con Marcus, fino all’amore incondizionato per la Vecchia Signora.

“La Juve ti entra dentro: non è come gli altri club”

Le parole di Khéphrén suonano come musica per le orecchie dei tifosi. Dopo un anno e mezzo dal suo arrivo (luglio 2024), l’ex Nizza ha capito perfettamente cosa significa indossare quella maglia. “La Juventus è il miglior club in Italia e uno dei top al mondo. È come sei dentro la vita”, ha spiegato il classe 2001.
Il confronto con il passato è netto: “Ho giocato al Nizza, al Monaco, ma qui si vede la differenza. Quando sei alla Juve devi comportarti in una certa maniera: devi dormire Juventus, mangiare Juventus. Ti alleni in modo diverso perché qui si gioca per vincere. Lo vedo ogni giorno, è un modo di essere”.

Il retroscena sul Derby d’Italia: “Marcus mi ha fatto arrabbiare”

Il momento più “pepato” dell’intervista riguarda il duello con il fratello Marcus. Thuram ha raccontato un aneddoto legato al Derby d’Italia di inizio stagione, vinto dalla Juve con entrambi i fratelli a segno.
Khéphrén ha spiegato l’origine della sua esultanza polemica (“Io sono Thuram”): “È stato un bel momento, abbiamo segnato entrambi e alla fine noi abbiamo vinto. Ma c’è un retroscena: la gente dice che Marcus non ha esultato, invece non è vero. Io l’ho visto bene: è andato sotto la curva dei tifosi della Juve a fare il gesto ‘Io sono Thuram’. Quella cosa mi ha fatto arrabbiare… la mia esultanza era solo per rispondergli a tono”.

I consigli dei “Giganti”: Lilian e Henry

Crescere con un padre come Lilian Thuram non è semplice, soprattutto se fai il calciatore. “Ci segue come un papà normale, ma essendo stato un campione va molto più nei dettagli”, confessa Khéphrén ridendo. “Quando vede qualcosa di buono lo dice, ma si arrabbia velocemente. Non posso scegliere se ascoltarlo o no, devo farlo e basta. Mi aiuta molto”. Ma non c’è solo il padre. Khéphrén ha avuto maestri d’eccezione come Thierry Henry e Patrick Vieira: “Henry è più calmo rispetto a mio padre, mi ha sempre dato ottimi consigli, anche quando mi ha allenato”.

I numeri della consacrazione

Le parole confermano quanto si vede in campo. In un anno e mezzo, Thuram è diventato insostituibile: 71 presenze, condite da 6 gol e 10 assist. Numeri da leader totale, di chi ha capito che alla Juve vincere non è importante, è l’unica cosa che conta.