De Laurentiis: “Scudetto e Supercoppa come con Diego”. Poi l’attacco frontale al Palazzo

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, al centro sportivo

È un Aurelio De Laurentiis a tutto campo quello che è intervuto ieri ai microfoni di Radio CRC. Con il trionfo in Supercoppa Italiana (2-0 al Bologna) ancora fresco e la squadra di Antonio Conte pronta a tornare in campo contro la Cremonese il 28 dicembre, il patron azzurro traccia un bilancio che mescola orgoglio, nostalgia e una dura critica al sistema calcistico mondiale.

L’orgoglio: “Abbiamo eguagliato l’epoca di Maradona”

Il primo pensiero va alla bacheca, che nel 2025 si è arricchita notevolmente. De Laurentiis gonfia il petto per l’accoppiata storica: “Grazie a tutti. Con Benitez vincemmo due trofei, ma questa volta è diverso. Abbiamo vinto Scudetto e Supercoppa, eguagliando l’epoca di Maradona”. Un paragone pesante, che il presidente gestisce con reverenza: “Diego non si riesce mai ad eguagliare, lui è irraggiungibile. Io ci ho lavorato, mi sono divertito: era uno scugnizzo che raccontava cose straordinarie”.

Il retroscena di Natale e l’idea “marketing”

C’è spazio per i ricordi d’infanzia e per una nuova intuizione commerciale. Il patron racconta i Natali della sua giovinezza, tra tavolate di 100 persone e le famose 500 lire d’argento regalate dalla nonna per giocare a carte. Da qui, l’illuminazione comunicata subito a Tommaso Bianchini: “Ho proposto di stampare le carte del ‘Mercante in Fiera’ con le facce dei giocatori del Napoli e delle leggende azzurre. Faremo una cena benefica con questo gioco, è un’idea che cavalcheremo subito”.

L’emozione più grande: la risalita dalla B

Nonostante i trionfi recenti e i 70 milioni di spettatori virtuali per la festa Scudetto (“Un dato che dà la dimensione dell’importanza del Napoli nel mondo”), nel cuore di ADL c’è un posto speciale per l’inizio di tutto: “Il passaggio dalla Serie B alla A resta un momento indimenticabile, ti segna dentro. Vedere il senso di rivincita di una città e di un popolo è un godimento che nessun successo al cinema può darti”.

L’accusa alle istituzioni: “Calciatori come liberi professionisti”

Il dolce lascia spazio all’amaro quando si parla di politica sportiva. De Laurentiis lancia un durissimo j’accuse contro i vertici del calcio, colpevoli di aver saturato il calendario: “Chi gestisce il calcio pensa solo alla poltrona e alla rielezione. Stanno distruggendo il giocattolo: se sbagli il menu e vuoi strafare, mandi la gente a casa con gli incubi. E a noi stanno facendo venire gli incubi degli infortuni”.
La ricetta del presidente è rivoluzionaria: “Bisogna cambiare i rapporti di lavoro. I calciatori oggi sono dipendenti, ma dovrebbero essere liberi professionisti, perché sono aziende loro stessi. E poi va regolamentato il potere degli agenti. Il calcio vive per i tifosi, se lo devono mettere in testa”.

(Foto: sito ufficiale Napoli)