Peggio di così non poteva andare. La Fiorentina perde lo scontro diretto con il Verona, crolla all’ultimo posto in classifica e sprofonda in una crisi che ormai non è più episodica, ma strutturale. Al Franchi va in scena una delle pagine più nere della stagione viola, dentro e fuori dal campo.
Il triplice fischio è solo l’inizio. La Curva Fiesole si svuota in anticipo, i fischi piovono sui giocatori e la tensione cresce minuto dopo minuto. Circa cento tifosi attendono il pullman della squadra all’uscita dello stadio, mentre la società decide di blindare il Viola Park e mandare il gruppo in ritiro. Un segnale chiaro: la situazione è fuori controllo.
Sul campo, la Fiorentina conferma tutti i suoi limiti. Errori difensivi grossolani, fragilità mentale, incapacità di reagire nei momenti chiave. Parole dure anche dall’ex Lorenzo Amoruso: “Siamo ultimissimi, la difesa guarda la palla e non l’uomo. Abbiamo un piede in Serie B”. Una sentenza che fotografa il momento.
Nel silenzio della dirigenza, iniziano le riflessioni sul futuro di Vanoli. Il tecnico resta formalmente al suo posto, ma il nome di Ballardini circola con insistenza come possibile uomo della svolta. Intanto, sul sito ufficiale della Fiorentina, scorre il video della Primavera prima in classifica: un contrasto che fa ancora più male.
La classifica è impietosa, il calendario incombe e il tempo delle parole è finito. A Firenze non si discute più di modulo o mercato: si discute di sopravvivenza.





