Lorenzo Musetti e le espressioni blasfeme: “Sono toscano…”

Lorenzo Musetti alle ATP Finals

La stagione di Lorenzo Musetti si è chiusa con la qualificazione alle ATP Finals di Torino, un traguardo che conferma la crescita del talento toscano, oggi numero 8 del mondo. Nel girone ha brillato con la vittoria su De Minaur, senza però riuscire a staccare il pass per le semifinali. Un’annata positiva, intensa, ma come sempre accompagnata da discussioni mediatiche che toccano soprattutto la sua emotività in campo.

Nell’intervista rilasciata a D – La Repubblica, Musetti si è raccontato senza filtri. Un flusso di sincerità, in cui ammette fragilità, complessità e quella natura istintiva che lo rende spesso bersaglio dei social.

“Del tennis non mi piacciono le tempeste emotive. Tutto cambia in fretta: dal paradiso all’inferno. Basta un punto e quello che stavi per afferrare sparisce. Entro in spirale, mi flagello”, confessa. Un dualismo che il carrarino vive da sempre: talento puro e tormento interiore, bellezza del gesto e rumore delle emozioni.

Le polemiche sulle espressioni blasfeme

Quest’anno alcune sue reazioni in campo sono finite sotto la lente dei tifosi. Musetti non si nasconde:
“Sono toscano, da noi si urla, si alza la voce. Non voglio offendere nessuno, ma non vado fiero delle mie derive. Per un periodo mi sono fatto aiutare da uno psicoterapeuta. Non inseguo la perfezione, il mio carattere è questo”.

Una vulnerabilità che lui stesso guarda con distacco critico:
“Mi imbarazza rivedermi quando mi lascio andare. Ho emozioni, masochismi, complessità. Sto facendo sforzi. Invidio la continuità di altri, ci lavoro. Non sono un pezzo che esce dalla catena di montaggio. Rivendico la mia diversità”.

Il rapporto con Sinner: niente rivalità, solo ispirazione

Lontano dalle narrative forzate, Musetti chiarisce che tra lui e Sinner non esiste alcuna guerra sportiva:
“Per fortuna che ho Sinner, non purtroppo. Non è un nemico che mi toglie l’aria, è un campione che indica la via. Diverso da me? Sì. Più solido, costante. Vorrei alcune sue qualità, ma nel massimo rispetto delle nostre differenze”.

Musetti parla di due binari paralleli: percorsi diversi, maturazioni diverse, ma pressioni simili. “Ognuno cresce con i suoi tempi”, ribadisce.

Una Top 10 che vuole evolversi

Nonostante qualche incidente emotivo, il 2025 ha mostrato un Musetti più maturo, più presente, più consapevole del proprio potenziale e dei propri limiti.

Un talento che affascina proprio perché imperfetto, emotivo, umano.

E come ha detto lui stesso: “Voglio evolvermi, non ritrovarmi”.

(Foto: Screen YouTube Sky Sport Tennis)