Il Giugliano esce ancora sconfitto tra le mura amiche del “De Cristofaro”: sono sei ko su otto gare di Serie C disputate in casa per la squadra allenata da Ezio Capuano, che nel post-partita contro il Casarano ha affrontato con grande franchezza i temi più caldi della giornata. Il tecnico gialloblù ha sottolineato la sua amarezza per alcuni episodi arbitrali controversi: “Io non parlo mai di arbitri, ma l’FVS o lo tengono o lo buttano. Il Casarano ha vinto con tre calci d’angolo, merito a loro. Sul terzo gol il quarto uomo ha chiamato fallo. Non dare questo rigore è assurdo,” ha dichiarato Capuano, riferendosi in particolare al mancato penalty e all’espulsione di Maiello che hanno cambiato l’inerzia della partita.
Capuano si è rivolto direttamente al dottor Marani, presidente della Lega Pro: “Noi facciamo sacrifici, la proprietà ci mette i soldi. Non dare rigore con il braccio largo, e andare a rivederlo senza assegnare il penalty è assurdo. Oggi mi sento defraudato, derubato. Ci sono stati episodi vergognosi, delittuosi”.
Analisi tecnica e mentale
Nonostante l’amarezza, Capuano ha spiegato che la squadra ha tenuto la partita per lunghi tratti nella metà campo avversaria ma senza riuscire a incidere: “Tre gol subiti su calcio d’angolo sono incredibili, ma questo passa in secondo piano rispetto agli episodi che ci hanno penalizzato. Siamo stati tutta la partita nella loro metà campo, ma senza riuscire a incidere”.
Il mister ha anche parlato delle responsabilità interne e delle difficoltà della rosa: “Il secondo gol è imbarazzante: lì ci sono solamente errori nostri, c’è nostra negligenza. Dobbiamo solamente lavorare, se qualcuno non è in grado si faccia da parte”
Futuro e obiettivi
Nonostante il momento difficile, Capuano si dice certo della salvezza: “Il Giugliano si salva, può succedere qualunque cosa, ma il Giugliano l’anno prossimo giocherà ancora in Serie C”
Il tecnico ha concluso la conferenza stampa con un messaggio chiaro: “Questa è una squadra che cresce, e io darò sempre il massimo per centrare l’obiettivo”.





