De Laurentiis allontana la cessione: “L’offerta di Rizzetta e i dubbi sulle garanzie”

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, al centro sportivo

Il futuro societario del Napoli resta saldamente nelle mani di Aurelio De Laurentiis. Intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, il presidente azzurro ha voluto fare definitiva chiarezza sulle recenti e insistenti indiscrezioni relative alla vendita del club e ai prolungati contatti con Matt Rizzetta, figura di riferimento della cordata statunitense interessata all’acquisizione.

Il patron ha svelato i retroscena della trattativa nata circa un anno fa, spiegando come l’operazione si sia arenata ancor prima di avviare la necessaria due diligence. A non convincere De Laurentiis è stata l’impostazione finanziaria dell’offerta da 2,26 miliardi di euro, basata su pagamenti fortemente dilazionati nel tempo, e la progressiva riduzione del suo ruolo a semplice presidente onorario:

“Chiesi quali garanzie mi dessero sul lavoro costruito in 22 anni. Il denaro è importante, ma viene dopo: se mi dici di avere alle spalle due o tre fondi e poi vuoi distribuire il pagamento su due o tre anni, è normale che io mi ponga delle domande”.

Una posizione ferma, confermata anche dal ricordo di una precedente e clamorosa proposta araba da ben 3,5 miliardi di euro, rifiutata per il puro desiderio di proseguire la propria avventura calcistica.

L’incontro al Maradona e l’identikit del futuro acquirente

La recente presenza di Rizzetta nella President Lounge del Maradona in occasione di Napoli-Bodo/Glimt aveva riacceso le speculazioni, ma De Laurentiis ha spento sul nascere ogni voce di riapertura. L’incontro è stato descritto come un semplice gesto di ospitalità, accompagnato dal netto rifiuto di riprendere i discorsi sulla compravendita. Sull’ipotesi di cedere quote di minoranza per una gestione condivisa, il presidente ha ribadito la sua storica abitudine a non condividere le decisioni fondamentali al di fuori della sua stretta cerchia di collaboratori.

Nel tracciare un identikit puramente ipotetico per il futuro, il patron azzurro ha espresso una preferenza chiara e legata al territorio:

“Oggi non ho deciso di vendere, ma se un giorno lo facessi sceglierei più volentieri un napoletano che un americano. Chi vive in questa città conosce le persone e le dinamiche con cui deve confrontarsi ogni giorno”.

Il nuovo stadio e l’appello alla calma per la squadra

Archiviato il capitolo societario, De Laurentiis ha rilanciato con forza le ambizioni infrastrutturali. L’obiettivo primario resta l’abbandono del Maradona per destinare a spazio verde l’area di Piazzale Tecchio, puntando tutto sulla costruzione di un impianto ex novo che lo vedrà impegnato in prima linea:

“Voglio fare lo stadio e sarà un lavoro enorme, anche sul piano personale. Dovrò seguire i lavori da vicino, mattone dopo mattone, per creare una realtà che oggi non esiste”.

Infine, un passaggio doveroso sul delicato momento sportivo vissuto dalla squadra di Massimiliano Allegri. Il presidente ha invitato l’intero ambiente azzurro a non farsi travolgere dal disfattismo, predicando unità e pazienza in attesa di svuotare un’infermeria mai così affollata: “Dobbiamo lavorare, recuperare gli infortunati e restare sereni. Quando si perde non bisogna buttare via tutto, ma riconoscere gli errori e correggere ciò che si può, tutti insieme”.