La Casertana presenta il neo allenatore Roberto Stellone, ai microfoni della stampa questo pomeriggio allo Stadio Pinto. Con lui, immancabili anche il presidente Giuseppe D’Agostino e il direttore sportivo Alessandro Degli Esposti, a commentare la scelta tecnica e il nuovo percorso dei rossoblù.
Il presidente D’Agostino ha spiegato così la decisione di affidare la panchina a Roberto Stellone: “Abbiamo sempre cercato di portare alla Casertana i migliori calciatori e ora abbiamo scelto un allenatore con una lunga esperienza tra Serie C, B e A. Gli do il benvenuto, certo che possa darci tanto. Voglio rivolgere un ringraziamento anche a mister Espinal e augurargli il meglio per il futuro: è giovane e ha tutte le qualità per costruirsi una carriera importante. Riteniamo che Stellone sia il tecnico più adatto a valorizzare una rosa come la nostra. Una squadra ambiziosa e importante deve avere alla guida un allenatore dello stesso livello. Abbiamo capito che era arrivato il momento di fare questo passo. Adesso, come sempre, sarà il campo a dirci se abbiamo fatto la scelta giusta. In diverse occasioni abbiamo incassato gol nei minuti finali e, con qualche rete subita in meno e qualche gol segnato in più, oggi probabilmente parleremmo di una classifica diversa. L’ambizione non ci è mai mancata e continuerà a esserci: abbiamo un allenatore importante, una città e una tifoseria che fanno la differenza, un nuovo stadio in programma, un direttore sportivo di valore e una società solida. L’obiettivo è vincere. Quando abbiamo scelto Espinal eravamo consapevoli dei rischi e sapevamo che il progetto avrebbe potuto funzionare. Ma dopo una partita come quella di Cava avrei messo in discussione chiunque: anche se in panchina ci fosse stato Guardiola, avrei valutato il cambio dell’allenatore o dei 15 giocatori scesi in campo”.
Roberto Stellone ha raccontato anche i motivi che lo hanno portato ad accettare la proposta della Casertana: “Avevo ricevuto proposte anche dalla Serie B, ma ho scelto Caserta perché ho apprezzato la squadra e una piazza che sento molto passionale. Il presidente e il direttore sportivo mi hanno fatto percepire fin da subito quanto fossi importante per questo progetto. Una conferenza stampa così partecipata, forse, l’avevo vissuta soltanto a Palermo. Il passato conta fino a un certo punto: quello che mi interessa ora è essere qui e sono molto contento della scelta. Ho rinunciato anche a un contratto importante perché cercavo una sfida che potesse permettermi di puntare più in alto, che fosse in Serie B oppure in una realtà di C con ambizioni importanti, non necessariamente nell’immediato ma anche nell’arco di due o tre anni. Alcuni giocatori li conoscevo già e in questi primi giorni ho avuto modo di conoscere meglio il resto del gruppo. Credo che questa squadra abbia le qualità per mettere in difficoltà le formazioni che occupano le prime posizioni e arrivo con grande entusiasmo. La rosa è competitiva e credo nelle qualità di tutti i ragazzi.
La stagione è ancora molto lunga e per questo considero fondamentali il turnover, la possibilità di adattarsi e anche quella di modificare l’assetto tattico. Naturalmente servirà tempo. Ho trovato un gruppo motivato, che vuole reagire e migliorare una situazione che non considero affatto compromessa, anche se sicuramente può essere migliorata. Il campionato si decide sul lungo periodo, ma noi abbiamo poco tempo per costruire ciò che normalmente si fa durante un ritiro. Dobbiamo creare un’identità, trasferire ai giocatori i principi del mio calcio e utilizzare anche le amichevoli per fare degli esperimenti. Stiamo trascorrendo praticamente ogni momento al campo proprio per accelerare questo processo e valorizzare il più possibile la rosa. Voglio avere a disposizione un gruppo completo, con alternative affidabili in ogni ruolo, in modo da non trovarci in difficoltà davanti a un’assenza. In questi giorni ho visto grande disponibilità e la volontà di tutti di lavorare per migliorare.
Per quanto riguarda l’identità tattica, credo che sia importante coinvolgere l’intero gruppo e dare a tutti la sensazione di essere protagonisti del progetto. Potrei utilizzare il turnover anche più di quanto fatto in precedenza, ma le mie scelte non saranno condizionate dalle richieste esterne. Abbiamo a disposizione i dati GPS, confronto quotidianamente con i giocatori e scelgo in base a ciò che vedo. E, naturalmente, sono sempre pronto a spiegare le mie decisioni. Il calcio di oggi non può essere ridotto soltanto alla disposizione tattica o all’occupazione degli spazi. Bisogna saper soffrire e difendersi quando necessario, ma anche attaccare con convinzione nei momenti giusti, gestendo le fasi della partita e le occasioni che si presentano.
Bentivegna e Piovanello hanno caratteristiche importanti: sono forti tecnicamente, hanno grande intensità e possono fare la differenza sia quando hanno la palla sia quando devono attaccare gli spazi. Dobbiamo essere preparati a interpretare entrambe le fasi e sfruttare i giocatori in ruoli diversi, dalla posizione di sottopunta alla mezz’ala fino all’esterno. Con il passare del tempo potranno esserci ulteriori modifiche. La mia idea iniziale è comunque molto chiara: voglio giocare con una difesa a tre. Avanti abbiamo un reparto che considero già completo e di grande qualità. Poi, naturalmente, servono anche un pizzico di fortuna e il coraggio necessario per indirizzare gli episodi dalla nostra parte. Per quanto riguarda lo staff, lavorerò insieme a Jacopo Sala, che sarà il mio vice, a Matteo Mantoni, preparatore atletico, e a Fulvio Flavoni, che continuerà a occuparsi dei portieri. L’impatto con l’ambiente è stato davvero positivo. Qui ho trovato una famiglia e sono stato accolto nel migliore dei modi. Non ho percepito una squadra ancora bloccata dalla delusione: ho visto piuttosto la voglia di voltare pagina, ripartire e raccogliere il maggior numero possibile di punti fino alla fine del girone d’andata. Per ottenere risultati servono ambizione, entusiasmo e il coinvolgimento dell’intera piazza. Se riusciremo a mettere insieme tutti questi elementi, potremo costruire qualcosa di importante”.
Il direttore sportivo Degli Esposti ha illustrato le ragioni che hanno portato all’avvicendamento in panchina: “In questa prima parte di stagione abbiamo analizzato attentamente la situazione e, quando abbiamo capito che erano venute meno alcune certezze e quella sintonia necessaria per andare avanti, abbiamo deciso di intervenire. La scelta è ricaduta su Roberto Stellone perché, oltre al suo curriculum, lo considero il profilo ideale per personalità, carisma e per l’identità che vogliamo costruire. Credo che finora la squadra abbia espresso solo in parte il proprio potenziale. La rosa avrebbe potuto dare di più e adesso dobbiamo anche essere capaci di riaccendere e mantenere vivo l’entusiasmo che circonda questo progetto.
Quando abbiamo costruito la squadra, l’intenzione era quella di allestire la rosa migliore possibile. Il mercato, però, è fatto di situazioni imprevedibili e di incastri che possono cambiare continuamente. Alla fine siamo riusciti a mettere insieme, almeno sulla carta, una squadra interessante. Ne avevo parlato spesso anche con Espinal: nel calcio la programmazione e la razionalità sono importanti, ma non bastano. Puoi costruire una rosa seguendo un determinato modello e mettendo insieme tanti giocatori di qualità, ma poi deve scattare qualcosa a livello di gruppo. L’alchimia non è scontata e proprio questa componente rende il calcio affascinante e, allo stesso tempo, imprevedibile.
Espinal era dispiaciuto perché sentiva di non essere riuscito a trasmettere alla squadra tutto quello che avrebbe voluto. Dal punto di vista umano lo considero una persona impeccabile e credo che in alcune circostanze sia stato giudicato in maniera troppo severa. Tra noi, comunque, c’è stato un confronto molto tranquillo e rispettoso. Non volevo che la società proseguisse un percorso accompagnato continuamente dai rimpianti e dai dubbi. Personalmente non ero più convinto che stessimo andando nella direzione corretta e questa situazione mi aveva portato anche a non dormire la notte. Oggi, invece, sono convinto che la decisione presa sia quella giusta. Stellone ci dà il carisma e la personalità che cercavamo e questo cambiamento rappresenta anche un’occasione di crescita per tutta la società”, termina.





