Il mirino è puntato sul ritorno in campo. Alex Meret, portiere del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per tracciare un bilancio del suo percorso riabilitativo, analizzando a tutto tondo il momento della squadra partenopea sotto la nuova guida di Massimiliano Allegri e affrontando il tema della Nazionale di Roberto Mancini.
L’infortunio e la data del rientro in gruppo
L’estremo difensore azzurro ha innanzitutto tranquillizzato i tifosi sulle proprie condizioni fisiche, delineando una precisa tabella di marcia per il ritorno a disposizione dello staff tecnico dopo lo stop:
“Ho fatto un lavoro personalizzato, sia sul campo che in palestra e facendo terapie. Questa settimana ho iniziato a fare anche un lavoro più specifico sul campo. Se tutto va come deve andare, la prossima settimana dovrei rientrare in gruppo e spero di poter essere a disposizione per la prossima partita”.
La maturità, la gestione delle pressioni e il lavoro con Allegri
Rispetto al giovane ragazzo arrivato all’ombra del Vesuvio, Meret si sente un uomo e un professionista diverso. La crescita personale va di pari passo con quella sportiva, fondamentale per gestire una piazza calda e le inevitabili critiche: “Sono più esperto, riesco a gestire meglio determinati momenti e pressioni. […] Cerco di isolarmi un po’ dalle tante voci che ci sono a Napoli, dando importanza al giudizio di chi ne capisce. La continuità e la fiducia dell’allenatore e dei compagni sono fondamentali”.
A proposito di allenatore, l’impatto con i nuovi metodi di Massimiliano Allegri è stato positivo, nonostante un avvio di stagione altalenante sul fronte dei risultati:
“Ci stiamo trovando molto bene. Ci sono richieste diverse, gli allenamenti sono intensi. Il mister dà molto peso al gesto tecnico e all’importanza di ogni pallone. Sicuramente ci sono mancati alcuni risultati, però penso che se continuiamo a seguire quello che ci chiede possiamo toglierci delle soddisfazioni. L’obiettivo? Essere competitivi su tutti i fronti”.
L’evoluzione del ruolo e la delusione azzurra con Mancini
Il portiere ha poi offerto un’interessante disamina tattica su come il suo ruolo sia mutato radicalmente nell’ultimo periodo, soprattutto per via della regola dei cinque secondi: “Hai meno tempo per pensare e per impostare. […] Per il pressing alto delle squadre, si cerca spesso di giocare più direttamente. Bisogna adattarsi”.
In chiusura, un tuffo nel passato (con il consiglio al sé stesso del primo giorno a Napoli: “Stare attento al primo allenamento, visto che mi ruppi il braccio e fui fuori quattro mesi”) e una parentesi sulla Nazionale italiana, con la mancata convocazione da parte del neo ct Roberto Mancini: “Non ho parlato direttamente con il mister, ho parlato con il preparatore dei portieri. Mi è dispiaciuto non essere stato convocato, anche perché ero infortunato. La Nazionale è sempre un orgoglio”.





