L’Inter scalda i motori in vista del primo vero test probante della stagione 2026/2027. Sabato 5 settembre alle ore 18:00, la splendida cornice di San Siro ospiterà il big match contro il Napoli guidato da Massimiliano Allegri. I nerazzurri arrivano all’appuntamento forti di due successi nelle prime due giornate, mentre gli azzurri sono in cerca di riscatto dopo il passo falso interno contro il Como.
A presentare la super sfida ci ha pensato il tecnico interista Cristian Chivu, intervenuto in conferenza stampa per analizzare il momento della squadra, salutare lo storico ds Ausilio e rispondere a distanza agli elogi del collega Allegri.
Il big match, l’addio di Ausilio e la gestione del gruppo
L’allenatore romeno ha esordito inquadrando le insidie della sfida contro i partenopei, per poi dedicare un lungo e commosso pensiero a Piero Ausilio, fresco di separazione dal club nerazzurro:
“Abbiamo lavorato bene. Sappiamo tutti dell’importanza di questa partita, che il Napoli è arrivato 2° e che due anni fa ha vinto il campionato. Dobbiamo onorare al meglio questo tipo di partite. Siamo consapevoli che a volte si può perdere, l’importante è come reagisci. Giochiamo contro una squadra forte, rispettiamo il nostro avversario e sappiamo che non sarà facile.
Per me [Ausilio] è un amico prima che un professionista. Abbiamo avuto il piacere di condividere tanti anni all’Inter e tanti trofei, sia da calciatore che da allenatore. Nel calcio di oggi è una delle poche eccezioni per tanti anni fatti all’interno di una società, 28. Bisogna ringraziarlo per quello che è stato in grado di fare in questi anni. Ieri è stato emozionante, abbiamo avuto modo di salutarlo, abbracciarlo e ringraziarlo”.
Sulla gestione delle rotazioni e dell’umore dello spogliatoio, Chivu ha dettato la linea:
“Purtroppo su 25 giocatori solo 11 la domenica possono essere felici. Credo molto nell’unità del gruppo e nel livello alto che si deve avere nel quotidiano. La mentalità deve essere questa: siamo tutti sulla stessa barca e non dobbiamo far vedere quando siamo arrabbiati o quando l’allenatore fa un’ingiustizia nei nostri confronti. Tutti avranno le proprie possibilità, la stagione è lunga”.
Il confronto con Allegri e gli “scontri diretti”
Rispondendo alle parole di grande stima arrivate da sponda napoletana, Chivu ha elogiato il collega toscano, tracciando poi la via per la corsa Scudetto e tornando sulla sconfitta subita al Maradona nella passata stagione:
“La mia stima e il mio apprezzamento per Allegri, per quello che rappresenta per il calcio italiano, è sempre stato altissimo. Nonostante qualcuno possa metterlo in dubbio, io non dimentico tutto quello che ha raggiunto e vinto. Noi allenatori giovani possiamo e dobbiamo imparare. Non me lo deve dire che l’anno scorso contro di lui non abbiamo vinto perché è la realtà dei fatti, lo abbiamo accettato e siamo andati avanti per il nostro obiettivo. A volte si può perdere, ma non abbiamo mai perso di vista il nostro grande obiettivo che alla fine abbiamo raggiunto. Dobbiamo fare del nostro meglio. Sia noi che il Napoli abbiamo l’ambizione giusta nel voler far vedere che saremo competitivi fino in fondo.
Ma quali sono [gli scontri diretti]? Con quelli che finiscono tra le prime quattro o per ‘tradizione’. Se consideri le prime quattro Milan e Juve dovevi lasciarle l’anno scorso. Se parliamo di tradizione, invece, vale tutto, anche il Como. Per me gli scontri diretti sono tanti, anche quando giochi con l’ultima in classifica. Per quanto riguarda l’anno scorso, la partita a Napoli ci ha dato più stimoli e motivazioni nel correggere i nostri errori e le nostre debolezze. L’importante è imparare dalle sconfitte, e lo abbiamo fatto molto bene. Vogliamo essere competitivi, far vedere che l’identità nostra è quella giusta, senza perdere di vista la forza e l’identità di questa squadra”.
Nuovi acquisti, Pavard e la crescita di Esposito
In chiusura, il tecnico ha fatto il punto sulle condizioni dei nuovi arrivati, sull’atteggiamento di Benjamin Pavard dopo il prestito e sulle aspettative per l’attacco, congratulandosi inoltre con Cesc Fabregas per il recente premio:
“Stones e Jones stanno bene, avranno la possibilità di far vedere quello che valgono anche se non ce n’è bisogno. Spence è nel processo di riatletizzazione, sta smaltendo il suo problema. [I reduci dal Mondiale] Stanno meglio rispetto alle settimana scorsa, ma ancora devono mettere in condizione. Sia che partano dall’inizio o a gara in corso, saranno all’altezza della partita. Io di Benji [Pavard] posso parlare di quello che ho vissuto io. A me interessa quello che sta facendo ora, è tornato un giocatore che si è messo a disposizione del gruppo, ha fatto vedere una preparazione estiva importante. Ha voglia di stare qua e dare il suo contributo alle nostre ambizioni.
Non lo so. Non so mai la formazione. Ho dei dubbi. Siccome ho 25 ragazzi tutti forti, le scelte le faccio all’ultimo. Mi congratulo con Cesc. Ha fatto vedere quello che è in grado di fare, sappiamo il livello di competitività che ha e il lavoro che ha fatto al Como. Merita questo trofeo.
[Pio Esposito] Ha un anno alle spalle con noi, nel quale ha fatto molto. È stato abbastanza? Non lo so, però ha fatto. E ha dato il suo contributo ai trofei vinti. Abbiamo quattro attaccanti che devono far vedere chi sono e devono capire quanto sono importanti per la nostra squadra. Tutto quello che mi aspetto da Pio, ma anche dagli altri tre, sono dei miglioramenti che si possano fare”.





