Raffaele Di Napoli, tecnico del Giugliano, è intervenuto nella consueta conferenza stampa pre-partita, alla vigilia del derby napoletano contro il Sorrento, valido per la 3ª giornata del girone C della Serie C. Queste le sue dichiarazioni: “Sono state due partite che lasciano molto l’amaro in bocca, perché ci siamo trovati solamente un punto in classifica con 6 gol fatti e siamo il miglior attacco insieme a Potenza e Barletta, oltre a essere la peggior difesa insieme al Casarano. Stiamo lavorando sui nostri concetti: i ragazzi mi stanno dando soddisfazione, ma dobbiamo alzare l’attenzione, percepire il pericolo. Dobbiamo essere una squadra che non abbia cali di concentrazione e dobbiamo evitare questi finali. Abbiamo fatto due ottime partite, soprattutto a Casarano, una prestazione di grande personalità e intensità. Giocare lì con quel piglio e quella determinazione non credo ci riusciranno in molte su quel campo. Sono convinto che, alla lunga, questi ragazzi ci daranno soddisfazione. Tutti si allenano in una maniera importante e sono convinto che qualcosa, dal punto di vista del risultato, ci ritornerà. Abbiamo dimostrato che giochiamo sempre per vincere. Io sono una persona che ha la fortuna di allenare questi ragazzi. Stiamo cercando di costruire una certa mentalità, ma non la si costruisce da un giorno all’altro. Noi stiamo lavorando per migliorarci e regalare soddisfazioni ai tifosi. Come ho detto in una delle prime interviste: se riusciamo a essere compatti con ambiente, società e calciatori possiamo fare qualcosa di straordinario, come abbiamo visto nel finale della passata stagione. Sorrento? Loro sono un’ottima squadra, noi cercheremo di far valere le nostre idee: i nostri calciatori avranno sicuramente un senso di rivalsa dopo l’eliminazione”.
“Io non credo che i problemi derivino dall’aspetto fisico: stiamo lavorando bene, stiamo bene fisicamente. Sicuramente c’è qualche calciatore che è arrivato in ritardo, di conseguenza, dobbiamo portarlo allo stesso livello degli altri. L’aspetto mentale è fondamentale: paradossalmente, se avessimo vinto le prime due partite sarei stato preoccupato, perché si sarebbe parlato di Serie B, vittoria del campionato eccetera. Adesso non è che sono preoccupato, adesso vedo delle cose che nell’ambiente si cerca il problema, se può essere l’aspetto fisico o mentale. Io contro la Scafatese ho fatto dei cambi per infortunio e sono entrati ben cinque calciatori che, messi insieme, fanno 700 partite di Lega Pro, quindi esperienza da vendere. Penso che questa squadra sia consapevole della sua forza, ma percepisce poco il pericolo. Per me dobbiamo essere consapevoli che, in certi momenti, dobbiamo fare diventare la partita anche brutta e non sempre bella per giocarla. Varone? Sono contentissimo del suo arrivo. L’ho trovato bene, è un giocatore che per lui parla il suo curriculum. Arriva in una squadra in cui ci sono già over molto importanti come De Rosa, Zammarini, Caldore e Improta. Lui dovrà mettersi a disposizione del gruppo e il gruppo dovrà mettersi a disposizione di Ivan. Dobbiamo dargli solamente tempo di mettersi in condizione e di dare il suo contributo, ma è uno di quei calciatori che, quando arriva, un allenatore è solo contento di avere a disposizione”.
“Come si lavora sulla concentrazione e sull’attenzione? Io cerco di lavorare sia individualmente e sia rivedendo la partita con i ragazzi. Abbiamo visto le azioni positive, perché non voglio fargli perdere le certezze che stiamo costruendo, poi è chiaro che vado a mettere in risalto cosa dobbiamo andare a migliorare, ma non in maniera negativa, ma in maniera propositiva, perché siamo in un’era in cui il calciatore, quando andiamo a sottolineare degli errori, non sappiamo mai come può recepirla, quindi dobbiamo trovare il giusto compromesso tra il bastone e la carota. Io ho un modo di fare calcio in cui ho un confronto con i calciatori, poi è normale che la decisione finale la prendo io, ma questo è un modo mio di lavorare. Durante la settimana abbiamo lavorato anche su quell’aspetto là, ma non è che siamo andati in campo a fare un determinato tipo di lavoro. Perché ho detto che non abbiamo la percezione del pericolo? Probabilmente perché io chiedo a loro sempre quella spavalderia, perché per me i miei ragazzi sono i top del girone e loro devono ragionare da tali. Io a Giugliano sono sempre stato etichettato come difensivista, ma il primo anno ho fatto il quinto miglior attacco. Cimmaruta? È stato voluto fortemente dalla proprietà. In lui ho molta fiducia e, secondo me, è un giocatore che devo far crescere in maniera graduale, siccome abbiamo nove centrocampisti di grande spessore. Io volevo metterlo già dall’inizio a Casarano, perché durante la settimana vario e cerco di capire. In lui credo molto, ma diamogli il tempo di poter crescere. A me piacerebbe mettere Esposito, Galletta, Cimmaruta, ma bisogna avere anche degli equilibri in una squadra, perché comunque dopo due partite abbiamo un punto. Se riusciamo a trovare un equilibrio allora è più facile inserirli. Lo stesso discorso vale per Esposito: adesso sta facendo molto bene, ma se non conquista il posto ogni giorno con sacrificio e umiltà allora si siederà di nuovo. Quando sono arrivato, mi dicevano che Forciniti correva solamente: dopo due partite ha fatto 5 tiri in porta e un gol. Justiniano ha avuto dei problemi fisici: avrà bisogno di più tempo per entrare in quella mentalità dell’anno scorso. Probabilmente, giocando ritroverà la miglior condizione, ma non bisogna buttargli la croce addosso. Anche Ogunseye e Udoh sono due calciatori fondamentali con le loro caratteristiche. Sono entrambi valori importanti”.
“Mercato? Io parlo con il direttore e la società presentando le caratteristiche che deve avere un calciatore per migliorare la squadra. Poi posso anche dare un parere su un determinato calciatore, ma ognuno ha il suo ruolo. Sono soddisfatto del mercato, ma sono meno soddisfatto sulla questione che siamo tanti, perché siamo 30 ragazzi. Mantenere l’attenzione di 30 ragazzi dovremo essere bravi, perché ci sarà il ragazzo che lavorerà meno tatticamente, poi ci sarà quel calciatore che la domenica non entra, e quindi diventa una gestione un po’ più complicata. Noi, comunque, abbiamo una squadra che può permettersi di giocare con diversi sistemi di gioco. Io penso che la gara di Coppa con il Sorrento l’abbiamo disputata bene. Affrontiamo una squadra in fiducia con calciatori bravi. Il loro entusiasmo può essere sicuramente un’insidia. Ho visto tre partite loro: e ho visto una squadra che attacca bene la profondità, cerca l’uomo tra le linee, in una gara ostica contro la Salernitana. Poi ho visto anche una squadra che, contro il Crotone, ha anche sofferto e sa soffrire. Noi ci siamo preparati, dobbiamo cercare di capire come fargli male, ma la volta scorsa abbiamo fatto un’ottima partita secondo me. Udoh e Rigo? King ha saltato gran parte del ritiro, ed è un calciatore che attacca molto bene la profondità, ha il senso del gol e può darci delle soddisfazioni. Rigo mi ha dato una buona impressione, è un mancino naturale che può giocare sia a destra che a sinistra, ma è arrivato solo ieri, quindi servirà un po’ di tempo per farlo integrare”.





