Il secondo capitolo di Roberto Mancini alla guida dell’Italia si apre all’insegna delle emozioni forti e della voglia di riscatto. Il neo commissario tecnico ha preso la parola durante l’attesissima conferenza stampa di presentazione, affrontando a viso aperto i fantasmi del passato e dettando immediatamente la linea per il rilancio del movimento calcistico azzurro, affiancato dal nuovo direttore tecnico Claudio Ranieri.
Le scuse sul passato e la promessa ai tifosi
Le prime dichiarazioni del mister jesino hanno toccato il tasto delicato del suo addio avvenuto tre anni fa. Mancini ha voluto chiarire le dinamiche di quella rottura, esprimendo il suo sincero rammarico e ringraziando il presidente Giovanni Malagò per questa inaspettata seconda chance.
Il tecnico ha usato parole al miele per descrivere il suo legame con i colori azzurri:
“Ci fu una mancanza di comunicazione tra me e Gravina tre anni fa. Sono molto dispiaciuto. La maglia della Nazionale è sempre stata importante, come da innamorato quando perdi la donna della tua vita. Adesso la sorte, grazie a Malagò, mi consente di rifarmi”.
Consapevole del malumore di una parte della tifoseria, l’allenatore ha subito fissato un patto ideale con il pubblico:
“Cercherò di far giocare la squadra così bene in modo che i tifosi mi perdonino. Quando sei il CT della Nazionale la pressione c’è sempre”.
La fiducia nei giovani e il nodo dell’attacco
Il cuore del progetto tecnico ruoterà ancora una volta attorno alla valorizzazione dei giovani talenti. Mancini ha ricordato la felice intuizione avuta in passato con Nicolò Zaniolo, lanciato in azzurro senza nemmeno un minuto in Serie B. Il CT invoca coraggio per far sbocciare le nuove leve, auspicando un’identità tattica condivisa partendo dall’Under 19 fino ad arrivare alla selezione maggiore.
Pur riconoscendo l’assenza di senatori storici come Bonucci e Chiellini, l’allenatore ha assicurato che il gruppo troverà nuove figure d’esperienza per fare da chioccia. Anche il reparto offensivo non preoccupa eccessivamente la guida tecnica:
“Spero che Retegui e gli altri attaccanti facciano gli stessi gol di Immobile in Serie A. Kean lo feci debuttare io. Non siamo messi così male in attacco. Speriamo che i nostri ragazzi possano migliorare, come lo dissi di Bellingham. Se troveremo giocatori di altre nazioni con il passaporto lo seguiremo”.
Gli obiettivi: vincere ancora e sognare in grande
L’orizzonte azzurro è ricco di sfide cruciali. Mancini ha dettato un’agenda chiara e progressiva, ponendo la Nations League come primissimo scoglio da superare, per poi guardare all’Europeo e infine puntare il mirino sul traguardo più ambito, il Mondiale.
Le ambizioni si legano a doppio filo con la volontà di aprire un nuovo e lungo ciclo vincente:
“Io quando sono arrivato sono stato 5 anni, sono tanti. Era il mio ruolo preferito. Spero di poter vincere due trofei importanti e rimanere anche dopo. Il mio obiettivo è di fare in modo che la Nazionale torni a vincere”.
Infine, l’allenatore ha speso un rapido e affettuoso ricordo per Claudio Ranieri, ricordando l’impresa compiuta dal nuovo DT con il suo Leicester, squadra in cui lo stesso Mancini ha militato durante la sua carriera da calciatore.
(Foto: figc.it)





