Milan, Ruben Amorim si presenta: “Vogliamo dominare”

Ruben Amorim prossimo allenatore del Milan

Il nuovo corso del club rossonero prende ufficialmente il via sotto il segno del cambiamento radicale. La dirigenza ha deciso di affidare la panchina a Ruben Amorim, chiamato a guidare una vera e propria rivoluzione tecnica e identitaria. Il tecnico portoghese si è presentato ufficialmente ai media, esprimendo fin da subito un grandissimo entusiasmo per la nuova avventura e per le strutture del club.

Le sue prime parole in conferenza stampa hanno subito toccato l’impatto con il mondo rossonero:

“Non potrei essere più felice, mi sento a casa. Adoro Milanello perché è strepitoso ed eccezionale. Alcuni dicono che sia un po’ vecchio ma c’è tutto quello che serve”.

La filosofia di gioco e gli obiettivi della stagione

Successivamente, l’allenatore lusitano ha voluto chiarire quali saranno i pilastri tattici e metodologici del suo Milan. L’obiettivo principale è quello di imporre una precisa identità sul terreno di gioco fin dalle primissime battute del campionato, senza cercare scuse legate alla mancanza di tempo.

Amorim ha tracciato la strada per il futuro:

“Spero che voi possiate vedere qualcosa di me fin dall’inizio. Il tempo manca sempre ma è un progetto a lunga scadenza. Dall’iniizo si dovrà giocare bene e si dovrà capire cosa l’allenatore ha chiesto ai giocatori. Si convinceranno i tifosi lentamente. Io vado in quinta fino al primo minuto. Vogliamo dominare fin dal primo incontro. So qual è la rivoluzione che è in corso e quando ci siamo visti alla prima riunione ho detto “lo voglio fare” e nella mia testa è scattato qualcosa. Qui mi offrono dei principi che mi piacciono molto”.

Il richiamo alla storia, la pressione e il paragone con Mourinho

Nel corso del lungo confronto con i giornalisti, il tecnico ha analizzato la gloriosa tradizione del Milan, citando i grandi maestri del passato come Arrigo Sacchi e Fabio Capello. Inoltre, ha risposto con grande personalità ai paragoni con il suo illustre connazionale José Mourinho.

Sulla storia del club e sulla responsabilità dell’incarico, si è espresso in questo modo:

“Cardinale ha detto che vogliamo fare un bel calcio, quindi niente pressioni eh… (ride, ndr). Il bel calcio è importante. Ricordo il Milan di Sacchi che rivoluzionò il gioco. Ricordo anche Capello e una squadra incredibile. Il passato del Milan è tutto l’insieme dei giocatori, i Van Basten e i Gullit. Ma quando si fa riferimento al Milan sono anche le persone che l’hanno fatto. Seguo il Milan da quando ero giovane, sono un grande fan anche delle mie squadre portoghesi. Ricordo la finale Milan-Benfica del 1990. Ora che sono qui sento la responsabilità. So che è un campionato dove è difficile vincere, ma noi siamo qui per vincere. Sarà una bella sfida”.

In merito alla proposta calcistica e alle differenze con i colleghi, Amorim ha aggiunto:

“Vi posso dire il modo in cui voglio giocare io. Ho grande rispetto per Allegri ma non voglio parlare di passato. Voglio una palla che ci deve aiutare a dominare. Abbiamo idee diverse ed è normale, io ho le mie. Devo anche cambiare un po’ in base ai miei giocatori. Io voglio recuperare il prima possibile un calcio bello da guardare. Ci vuole un po’ perché il motore parta ma quando si vuole vincere si hanno queste responsabilità. Si gioca per vincere perché lasciar perdere vuol dire prepararsi alla perdita”.

Scongiurato, infine, ogni accostamento banale con lo Special One:

“Io sono completamente diverso. È chiaro che da lui ho imparato moltissimo, ma da allenatore non puoi copiare nessuno, devi essere te stesso. Ho tantissimo rispetto per Mou, penso di poterlo chiamare amico. Ma non aspettatevi che sia come Mourinho”.

Le strategie di mercato e il legame con la tifoseria

Un altro snodo cruciale della conferenza ha riguardato le manovre di calciomercato e il delicato rapporto con i sostenitori rossoneri, reduci da un periodo complesso. Il mister ha predicato calma, sottolineando la necessità di valutare attentamente il materiale umano a disposizione e di dare spazio ai giovani talenti.

Queste le sue considerazioni sulle trattative in corso:

“Mercato? Non vi parlo in modo specifico dei giocatori ma in generale. Sono felice della squadra. Gerry voleva far vedere quanto ci sta lavorando. Tutto ciò vuol dire pressione ma bisogna adeguarsi al mercato. Io devo conoscere la squadra, chiarire eventuali dubbi e tutti insieme cominceremo a definire la squadra migliore per l’inizio del campionato. Serve tempo per cambiare le cose e capire le caratteristiche di ogni singolo giocatore, a me interessa come reagiscono”.

Sul rapporto con la piazza e la crescita dei giovani, ha poi aggiunto:

“So che è dura uscire da questo momento per i tifosi. Ho studiato e capito il feeling con la città. Per me l’importante è come risolviamo la cosa. In questo momento devo convincere i fan. Non posso dire che adesso si è sistemato tutto e andrà benissimo ma di sicurto farò il meglio per il club: a volte non saranno d’accordo ma sarà la scelta migliore per il club. Io vi prometto che farò il meglio per il Milan. Si cominicia lentamente. Vuol dire avere opportunità anche con i giovani. Abbiamo la responsabilità dei giovani per il clacio italiano, Ci saranno magari anche degli errori, tutti li facciamo. ma dpbbiamo iniziare un percorso. Questo è un punto di partenza. Dobbiamo riuscire a vincere fin dall’inizio, poi si costruisce tutta l’architettura”.

L’analisi dei singoli: da Leao e Ramos fino a Modric

In conclusione, Ruben Amorim ha passato in rassegna i principali elementi della rosa, soffermandosi sulle caratteristiche tecniche di alcuni singoli e svelando importanti retroscena di mercato legati alla permanenza dei senatori.

Sui singoli calciatori, il mister ha concluso con una disamina dettagliata:

“Noi guardiamo un profilo, facciamo scouting, e chiaramente credo tantissimo in Ramos. L’avete visto con la Croazia, no? In Italia ci sono tante pressioni dei difensori e lui è uno che riesce a far gol nonostante quello. Guardatelo giocare, è uno che si mangia due-tre difensori alla volta. È stato un processo rapido, è quello che voglio cercare di fare qui: dare forza. Leao? È uno dei nostri giocatori con la G maiuscola. Ma sono felice di tutto il team. Lo dico in italiano: sono un allenatore felice. Ci sono dei giocatori che rimarranno con noi. A noi servono giocatori che facciano l’1 vs 1. Pulisc è un giocatore di grande talento. Si è fatto male e bisognerà fare delle valutazioni però lui è perfetto per com’è il calcio in Italia. Lui può fare la differenza. Starà più tempo all’interno. Conosco i suoi punti di forza e ci credo molto. Qualcuno l’ha criticato ma ha tutto il team dietro per valorizzare le sue qualità. Modric è un giocatore che vogliamo assolutamente tenere, ci ho parlato due volte e, se serve, lo rifarò di nuovo. È un punto fondamentale. Magari non giocherà tutte le partite, ma su di lui contiamo. Anche il board ci ha parlato, spero di averlo, anche a breve…”.