Nazionale, frenata per il ruolo di DT: Maldini non apre

Il grande progetto di rifondazione del calcio italiano avviato dal neo presidente della FIGC, Giovanni Malagò, si trova ad affrontare il primo, delicato scoglio diplomatico. Al centro delle attenzioni della nuova governance federale vi è la disperata ricerca di una figura di assoluto spessore internazionale a cui affidare la poltrona di Direttore Tecnico della Nazionale, una casella strategica che il numero uno dello sport italiano intende riempire prima di sferrare l’assalto definitivo al nuovo Commissario Tecnico. Tra i profili più caldi e suggestivi era emerso con forza il nome di Paolo Maldini, ma le ultime indiscrezioni spengono, almeno temporaneamente, i facili entusiasmi della vigilia.

Il retroscena di Fabrizio Romano sul rifiuto momentaneo di Maldini

A fare definitiva chiarezza sullo stato dell’arte di questa affascinante trattativa è intervenuto l’esperto di mercato internazionale Fabrizio Romano. Secondo quanto rivelato dal noto giornalista, l’ex capitano ed ex direttore dell’area tecnica del Milan, pur essendo stato formalmente contattato dai massimi esponenti della Federazione, ad oggi non dà ancora aperture concrete al progetto della Nazionale e non ha ancora accettato la proposta avanzata da Via Allegri.

Un rallentamento non da poco per i piani della FIGC, che vedeva nello storico numero tre rossonero l’uomo perfetto per carisma, competenza e blasone da contrapporre alla crisi d’identità vissuta dal movimento azzurro negli ultimi anni. Restano da capire i motivi di questa mancata e immediata fumata bianca, probabilmente legati alla richiesta di ampie garanzie operative e di una totale autonomia decisionale che Maldini ha da sempre preteso in ogni sua avventura dirigenziale.

La strategia di Malagò: prima il Direttore Tecnico, poi il nodo CT

Nonostante la momentanea risposta fredda da parte dell’ex bandiera milanista, l’azione del presidente Giovanni Malagò non subisce battute d’arresto. Il piano strategico del numero uno della Federazione rimane infatti rigido e chiarissimo nella sua sequenza temporale. Malagò continua a lavorare incessantemente dietro le quinte alla ricerca e alla definizione del nuovo direttore tecnico azzurro, ritenendo prioritario l’inserimento di questa figura manageriale per poter successivamente procedere, in totale sinergia e comunione d’intenti, alla scelta e alla contrattualizzazione del nuovo commissario tecnico.

La caccia al garante dello spogliatoio azzurro resta dunque aperta, con i fitti dialoghi che proseguono anche nei confronti degli altri illustri candidati precedentemente sondati, nella speranza di regalare all’Italia una guida forte e autorevole capace di inaugurare nel migliore dei modi un nuovo e vincente ciclo sportivo.