Il dibattito attorno alla profonda rifondazione del calcio italiano si arricchisce di un nuovo e definitivo capitolo istituzionale, destinato a tracciare la linea guida in vista delle caldissime scadenze che attendono i vertici del pallone nostrano. In un momento di febbrile attesa sia per la scelta della nuova guida tecnica della Nazionale maggiore sia per il cruciale rinnovo delle cariche al vertice della Federazione, la voce del Governo è tornata a farsi sentire con forza e pragmatismo. L’occasioni si è materializzata a margine del prestigioso Premio De Sanctis, cornice all’interno della quale il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha rilasciato una serie di importanti dichiarazioni, riportate da Tuttomercatoweb, tracciando la rotta per il futuro del movimento.
Il dossier panchina tra il traghettatore e la clamorosa opzione Mancini
Il tema legato alla successione sulla panchina azzurra vive ore di profonda e strategica riflessione. Attualmente la Nazionale è affidata alla guida tecnica ad interim di Silvio Baldini, chiamato a traghettare il gruppo esclusivamente per le due sfide amichevoli in programma nel mese di giugno, la prima delle quali si è conclusa con la vittoria per uno a zero sul campo del Lussemburgo in attesa del prossimo test contro la Grecia. La Federazione è però attivamente al lavoro per individuare il commissario tecnico a cui affidare il nuovo ciclo stabile, specialmente all’indomani del dramma sportivo della mancata qualificazione ai Mondiali consumatosi con Rino Gattuso in panchina. In questo scenario si inserisce con forza la clamorosa e suggestiva ipotesi di un clamoroso ritorno di Roberto Mancini, caldeggiato da una parte dell’ambiente per avviare la ricostruzione immediata dello spogliatoio.
Sollecitato dai cronisti presenti in sala proprio su questa specifica opzione legata a Mancini, l’esponente dell’esecutivo ha preferito non entrare nel merito delle singole preferenze personali, delegando la responsabilità della scelta a chi di dovere ma garantendo il massimo sostegno delle istituzioni al futuro selezionatore, chiunque esso sia: “Roberto Mancini? Sul tema non mi esprimo. C’è chi lo farà e lo farà con consapevolezza. Chiunque sarà scelto, saremo tutti col prossimo CT. È fondamentale che ci si ritrovi intorno alla maglia azzurra, le casacche di parte hanno il loro tempo ma è importante vestire la maglia di tutti, che è quella azzurra”.
Elezioni FIGC: ore decisive per la risposta formale sui dettagli tecnici
I temi più scottanti e urgenti affrontati da Andrea Abodi hanno però riguardato l’imminente e attesissimo verdetto delle urne federali, una scadenza cerchiata in rosso sul calendario di tutti gli addetti ai lavori e destinata a ridisegnare la governance del calcio italiano. Il Ministro ha annunciato che la macchina burocratica ministeriale è ormai pronta a emettere un verdetto formale per fare chiarezza sulle procedure e sulle sollecitazioni inviate ai vari organi competenti, escludendo però che si tratti di una presa di posizione definitiva, quanto piuttosto di un necessario e trasparente aggiornamento tecnico.
La concentrazione del rappresentante del Governo è interamente proiettata verso le cruciali giornate assembleari di fine mese, momento in cui il movimento dovrà dimostrare maturità per evitare strascichi legali o contestazioni burocratiche a posteriori: “Entro domani la risposta formale, la comunicazione è già pronta, mancano gli ultimi dettagli tecnici. Non c’è una risposta, c’è un aggiornamento sulle forme di sollecitazione ai soggetti preposti for dare una risposta. E’ un tema significativo, a me interessa quello che succederà il ventidue-ventitré di giugno, nelle forme giuste, perché non ci siano contestazioni successive, ciò che conta è l’azione del nuovo governo calcistico”. Parole chiare e perentorie, che aprono la strada a una settimana di grandissimi cambiamenti per il destino dello sport più amato dagli italiani.





