Doveva essere la notte perfetta, si è trasformata in un derby dal sapore agrodolce. Al “Ciro Vigorito” il Benevento festeggia la promozione davanti al suo pubblico, ma a prendersi i tre punti è la Cavese, che con orgoglio e concretezza firma un successo pesantissimo in chiave salvezza.
Un derby tutto campano che, come spesso accade, sfugge ai pronostici. Il Benevento approccia con entusiasmo, sospinto da un clima di festa e da una partenza aggressiva: occasioni in serie nei primi minuti, ma senza il guizzo decisivo. La Cavese invece resta compatta, soffre ma non si scompone, aspettando il momento giusto.
E il momento arriva presto. Una palla vagante al limite diventa l’occasione perfetta per Orlando, che lascia partire un destro violento e preciso: pallone sotto l’incrocio e silenzio improvviso sugli spalti. È il gol che decide il derby.
Da lì in poi cambia tutto. Il Benevento perde fluidità, mentre la Cavese prende fiducia e gestisce con ordine, dimostrando maturità e grande spirito di sacrificio. Nella ripresa i giallorossi provano a riaprire la partita, ma trovano un muro difensivo attento e un portiere sempre pronto.
Il derby si incattivisce anche sul piano nervoso: proteste, interruzioni e l’episodio dell’espulsione di Floro Flores contribuiscono a spezzare ritmo e lucidità ai padroni di casa. La Cavese ne approfitta, rallenta il gioco e porta a casa una vittoria di carattere.
Alla fine, due facce della stessa serata: da un lato la gioia incontenibile del Benevento per un campionato dominato, dall’altro l’esultanza della Cavese per un successo che può valere una stagione.
Un derby che conferma una regola non scritta del calcio: nelle sfide di casa nostra, il cuore pesa quanto la classifica.





